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LIBERATO MIN KO NAING!

Min Ko Naing, prigioniero politico del Myanmar e cittadino onorario della Città di Ivrea, è stato rilasciato!

Qui sotto il comunicato stampa di Amnesty International Sezione Italia.

MYANMAR, ALMENO 130 PRIGIONIERI POLITICI LIBERATI. “UN IMPORTANTE PASSO AVANTI” PER AMNESTY INTERNATIONAL, CHE CHIEDE IL RILASCIO DI TUTTI GLI ALTRI

Amnesty International ha definito un importante passo avanti il rilascio, avvenuto questa mattina, di almeno 130 prigionieri politici tra i quali i noti dissidenti Htay Kywe, U Khun Htun Oo, Min Ko Naing e U Gambira. Si è trattato della seconda amnistia dall’inizio dell’anno, la quarta sotto l’attuale governo. Il totale dei prigionieri politici rilasciati è salito così a 477.

Amnesty International ha sottolineato tuttavia che oltre 1000 prigionieri politici, molti dei quali prigionieri di coscienza, rimangono dietro le sbarre. È pertanto fondamentale che le amnistie proseguano fino al rilascio di tutti loro.

L’organizzazione per i diritti umani ha inoltre espresso preoccupazione per il fatto che il rilascio di alcuni prigionieri sia accompagnato da una serie di condizioni e limitazioni e ha chiesto che tutte le persone scarcerate possano prendere liberamente parte al processo politico in corso ed esercitare i loro diritti alla libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione.

 

Htay Kywe e U Gambira sono tra i leader della “rivoluzione zafferano” del settembre 2007. U Khun Htun Oo è il presidente della Lega nazionale per la democrazia dello stato di Shan, mentre Min Ko Naing è un leader del movimento studentesco “Generazione 88”.

 

Tra il 17 ottobre e il 4 novembre 2011, 30.750 persone in 77 paesi avevano sottoscritto un appello di Amnesty International in favore della scarcerazione di tutti i prigionieri di coscienza di Myanmar.

 

http://www.amnesty.it/myanmar-rilasciati-130-prigionieri-politici-adesso-rilasciare-tutti-altri

Parole e musica contro la pena di morte – Coro Bajolese

Il gruppo Amnesty International di Ivrea,  in collaborazione con la Chiesa Valdese di Ivrea, organizza una serata contro la pena di morte, che si terrà venerdì 18 novembre alle ore 21 presso la Chiesa Evangelica Valdese, in via Torino 217 Ivrea.

Ming Ko Naing

Ming Ko Naing

Paw U Tun (alias Min Ko Naing), cittadino onorario della Città di Ivrea dal 2002, è stato arrestato nell’agosto 2007 in Myanmar (ex Birmania) per aver partecipato ad alcune dimostrazioni pacifiche contro l’aumento del prezzo dei carburanti. Nel novembre 2008, dopo un processo iniquo a porte chiuse, ha subito una condanna a 65 anni di carcere. Le sue condizioni fisiche continuano a peggiorare, a causa delle pessime condizioni detentive e delle cure mediche inadeguate. Amnesty International ha emesso un’azione urgente per chiedere che gli vengano garantite cure mediche adeguate e che venga rilasciato immediatamente.

LE AZIONI URGENTI SALVANO LA VITA!

Scarica l’appello e invialo all’ambasciata del Myanmar in Italia!

——MING KO NAING E’ STATO RILASCIATO !—–

Min Ko Naing, veterano leader del movimento per la democrazia, soffre di pressione sanguigna alta (ipertensione). Ha inoltre sofferto di un’infezione ad un occhio, insensibilità alle mani e gotta. È detenuto in una cella piccola e buia, le cui cattive condizioni sembra che stiano causando un peggioramento dell’infenzione all’occhio. Le prime richieste di cure sono state rifiutate e Min Ko Naing non ha ancora ricevuto cure mediche adeguate. È detenuto nella prigione di Kengtung nello Stato Shan (Myanmar nord-orientale), dove non è presente un medico qualificato. La prigione di Kengtung è lontana oltre 1.100 chilometri da Yangon, dove vive la sua famiglia.

Min Ko Naing era stato arrestato il 21 agosto 2007, due giorni dopo aver guidato una marcia pacifica a Yangon per protestare contro l’aumento dei prezzi dei carburanti. Nelle sei settimane seguenti, scoppiarono in tutto il Myanmar dimostrazioni antigovernative su larga scala, le maggiori proteste contro la giunta militare dal 1988. L’11 novembre 2008, dopo un processo iniquo a porte chiuse, Min Ko Naing è stato condannato a 65 anni di prigione per aver contribuito a scatenare le proteste pacifiche. In quanto membro fondatore del gruppo “Studenti della Generazione dell’88”, a Min Ko Naing è stato riservato un trattamento particolarmente duro e gli viene concesso di uscire dalla sua cella molto meno di altri prigionieri. Prima di essere stato trasferito nella prigione di Kengtung nello Stato Shan, ha trascorso più di un anno nella prigione di Insein a Yangon, dove è stato tenuto in isolamento per oltre 23 ore al giorno.

Min Ko Naing è uno dei dissidenti politici birmani più conosciuti. Come presidente della “All Burma Federation of Student Unions” era stato in prima linea nelle rivolte per la democrazia che scoppiarono in tutto il Myanmar nel 1988 e che vennero brutalmente represse dalla giunta militare, causando circa 3.000 morti e altre migliaia di arresti e sparizioni. A causa del suo coinvolgimento, Min Ko Naing venne imprigionato per 15 anni, molti dei quali li ha trascorsi in isolamento. Venne liberato soltanto nel 2004.

Dall’ottobre 2008, almeno 220 prigionieri politici e di coscienza sono stati trasferiti in prigioni remote all’interno del Myanmar, quando il governo birmano ha iniziato  a condannare in massa coloro che avevano preso parte pacificamente alle proteste antigovernative dell’agosto-settembre 2007. La lontananza delle località rende difficile per le famiglie visitare i parenti in prigione e fornir loro il cibo, le medicine e i vestiti indispensabili.

A causa dell’assenza di un contatto regolare fra i prigionieri e le loro famiglie e a causa dell’assenza di un monitoraggio indipendente del benessere dei prigionieri, le persone sono ancora più vulnerabili per le dure condizioni carcerarie, paragonabili a un trattamento crudele, disumano o degradante. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa non ha potuto visitare le prigioni del Myanmar dalla fine del 2005.

End FGM

SMS contro la mortalità materna

Ogni anno, nel mondo, 350.000 donne muoiono per complicazioni legate alla gravidanza e al parto. La maggior parte di queste morti potrebbe essere evitata garantendo cure mediche accessibili e tempestive.
La mortalità materna spezza e impoverisce intere famiglie e lascia centinaia di migliaia di bambini senza l’affetto materno (approfondisci).

Amnesty alla Sagra del Cavolo Verza

Domenica 14 novembre 2010, il Gruppo di Ivrea di Amnesty International sarà presente alla 15a Sagra del Cavolo Verza a Montalto Dora (TO), per raccogliere fondi a sostegno dell’Associazione e per difendere il diritto alla salute delle donne in Nicaragua.

Durante l’intera giornata, sarà possibile trovare al tavolino di Amnesty materiale promozionale e firmare un appello della campagna “Io pretendo dignità” volto a contrastare la mortalità materna in Nicaragua.

Amnesty International Ivrea – Gruppo 092

gr092@amnesty.it

www.facebook.com/amnesty.ivrea
(((Io pretendo dignità))) – Senza i diritti umani non si sconfigge la povertà

www.iopretendodignita.it

I NAFSI AFRIKA ACROBATS CON AMNESTY INTERNATIONAL

Venerdì 3 settembre 2010, a partire dalle ore 21, si esibiranno in Piazza Ottinetti a Ivrea i ‘Nafsi Afrika Acrobats’ in uno spettacolo di acrobatica, danza e musica organizzato dal Gruppo eporediese di Amnesty International.

Per l’occasione, il Rocket Cafè organizzerà in Piazza Ottinetti una spaghettata, a cui si potrà partecipare prenotando al numero 0125-40542.

I volontari di Amnesty International presenteranno la campagna (((Io pretendo dignità))), con cui l’associazione intende porre i diritti umani al centro della lotta contro la povertà, e raccoglieranno firme per chiedere dignità per i residenti delle baraccopoli di Nairobi e contro gli sgomberi forzati.

‘Nafsi’ è la parola swahili per ‘anima’. ‘The group name, Nafsi Afrika, is a cliché meaning we are the soul of Africa and we have Africa deep within our souls.’ We are proud to be creating solutions to some of the enormous socio-economic problems facing people in Kenya through the use of acrobatics, dance and theatrical performances.Nafsi Afrika’ è un gruppo costituito nel 2000 da sette membri, ciascuno proveniente da ambienti molto poveri delle baraccopoli del Kenya. Il loro obiettivo è sensibilizzare sui problemi della comunità in cui sono nati, attraverso la presentazione di performance artistico-teatrali, e creare progetti artistici relativi alla riabilitazione di bambini e ragazzi di strada.

Per ulteriori informazioni:

Nafsi Afrika Acrobats
www.nafsiafrica.org

www.myspace.com/nafsi

Amnesty International Ivrea – Gruppo 092
gr092@amnesty.it
www.gruppoamnestyivrea.orgwww.facebook.com/amnesty.ivrea

(((Io pretendo dignità))) – Senza i diritti umani non si sconfigge la poverta’
www.iopretendodignita.it

http://www.gruppoamnestyivrea.org/

Amnesty International…a scuola!

Amnesty International…a scuola!

Imparare Amnesty divertendosi!

Oggi abbiamo ricevuto una sorpresa inaspettata. Nelle classi quinte della scuola elementare di San Giusto (TO) è venuta a trovarci Giulia, una volontaria di Amnesty International. […] Quest’associazione è divisa in vari gruppi, sparsi per il mondo. La buona notizia è che in Italia ci sono più di 80.000 volontari […]. Giulia ci ha raccontato che è stata fondata da Peter Benenson e che l’ultimo obiettivo è chiudere per esaurimento di attività, non dover liberare più nessun prigioniero rinchiuso ingiustamente. […]. L’argomento è stato molto interessante ed educativo perché invita i bambini a diventare volontari e ad aiutare le persone, non pensando solo a loro stessi. Dopo questa meravigliosa spiegazione possiamo sperare che l’associazione arrivi all’obiettivo anche con l’aiuto di altre persone.

Giulia


Una giornata in compagnia di Amnesty International.

Ho potuto scoprire che cosa sono i diritti umani.

Mercoledì 12 maggio 2010 è stata una giornata molto interessante perché è venuta a scuola una ragazza di nome Giulia che fa parte dell’associazione Amnesty International. […] Giulia ci ha divisi in due gruppi e ci ha fatto fare dei giochi molto divertenti ed educativi. […] Giulia ci ha spiegato che A.I. è stata fondata nel 1961 da un avvocato inglese che leggendo in un giornale che in Portogallo due persone furono arrestate perché avevano brindato alla libertà del loro Paese decise di fondare un’associazione per difendere i diritti umani. […]

Arianna

[…] Giulia ci ha detto che se in uno Stato ci sono delle persone che non possono fare qualcosa ma è un loro diritto, sul sito viene inserito un appello così tutti quelli che vanno sul sito lo vedono scritto e possono mandare una e-mail al Capo di Stato, così ne riceverà migliaia, si sentirà osservato e cercherà di fare del suo meglio per rimediare. […] E’ stato molto interessante ascoltare Giulia e sapere queste cose di cui non ero a conoscenza. Spero che Amnesty chiuda presto, perché se chiude avrà finito il suo lavoro: tutte le persone potranno godere di tutti i diritti che spettano loro.

Francesco

[…] Abbiamo giocato a “Diritto o Capriccio?”, un gioco di gruppo che spiega che cosa sono i diritti e che cosa i capricci. Dopo abbiamo risolto un cruciverba molto bello, ma anche un po’ difficile, e la parola importante che dovevamo trovare era “appelli”. La cosa che mi ha colpito di più è quante persone hanno cambiato e quanti uomini hanno salvato.

Rocco


[…] Abbiamo fatto due giochi: “Diritto o Capriccio?” e un cruciverba. La mia squadra doveva trovare i capricci e l’altra i diritti. Nel cruciverba ha vinto la mia squadra grazie ad Arianna che ha trovato l’ultima parola: appelli, parola chiave del modo di operare di Amnesty International.

Chiara

Un giorno per imparare ancora ad aiutare.

Amnesty International: un popolo che aiuta il prossimo!

[…] Il simbolo di Amnesty International è una candela avvolta da un filo spinato. La fiamma della candela rappresenta la speranza che illumina tutti i luoghi, mentre il filo spinato rappresenta ciò che impedisce alla gente di avere dei diritti. […] Adulti e bambini di vari Paesi se volete che tutti abbiano dei diritti basta unirsi ad Amnesty International!

Bishal

Amnesty International, una grande associazione che fa grandi progressi.

[…] Abbiamo giocato a “Diritti o Capricci?”, che consisteva nel trovare i diritti e i capricci tra una serie di affermazioni, e poi ad un cruciverba in cui dovevamo trovare la parola nascosta:appelli. E’ stato bello perché ho imparato molto e nel frattempo mi sono divertito.

Fabio

Venerdì 28 maggio – Inaugurazione mostra fotografica “Travelling” – Bar di Re Arduino

Il Gruppo di Ivrea di Amnesty International è lieto di informarvi che venerdì 28 maggio alle ore 19.30 presso il Bar di Re Arduino di Ivrea (Piazza Maretta) verrà inaugurata la mostra fotografica “Travelling”.

Gli scatti di Valentina Moncalvo e Cristina Scavarda percorrono un itinerario tra Nicaragua, Stati Uniti, Cina e Olanda e raccontano di luoghi, scene di vita quotidiana e persone incontrate in viaggio.

Ad ogni fotografia è abbinato uno dei trenta articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: la mostra viene inaugurata esattamente quarantanove anni dopo la fondazione di Amnesty International, l’associazione internazionale che dal 28 maggio 1961 lavora per la difesa e la promozione dei diritti umani nel mondo.

Nel corso della serata il gruppo di Ivrea presenterà al pubblico (((Io pretendo dignità))), la campagna lanciata da Amnesty per porre fine alle violazioni dei diritti umani che creano e acuiscono la povertà, distribuirà materiale informativo ed inviterà a firmare gli appelli della campagna.

La mostra sarà visitabile fino al 23 giugno secondo gli orari del Bar di Re Arduino: tutti i giorni dalle h. 7.30 alle h. 19.00 e il venerdì sera secondo la programmazione dell’aperitivo settimanale; i giorni di chiusura sono il lunedì pomeriggio e la domenica.

(((Io pretendo dignità))) Diritti umani = meno poverta’
http://www.iopretendodignita.it/

AperATTIVATI per Amnesty! Sabato 13 marzo all’enoteca “La Serra”

 

AperATTIVATI

AperATTIVATI

Sabato 13 marzo 2010 a partire dalle ore 19, presso l’Enoteca “La Serra” del Centro culturale multimediale LA SERRA in Corso Botta 30 a Ivrea si terrà un aperitivo a sostegno di Amnesty International e della campagna “Mai più violenza sulle donne”.

Nel corso della serata, Teresa Gioda, Daniele Ossola, Angelo Patti ed Elena Vanacore interpreteranno alcune letture tratte da “Passi affrettati” di Dacia Maraini, in cui l’autrice  raccoglie e denuncia storie di “donne ancora prigioniere della discriminazione storica e famigliare”.

Le attiviste e gli attivisti del Gruppo di Ivrea di Amnesty International saranno disponibili per fornire informazioni su come attivarsi insieme ad Amnesty in difesa dei diritti umani e presenteranno la campagna contro la violenza sulle donne.

Durante l’aperitivo, sarà inoltre possibile firmare una cartolina per chiedere al presidente del Nicaragua il rispetto del diritto alla salute delle donne. Amnesty ha denunciato come il nuovo Codice penale del Nicaragua criminalizzi tutte le forme di aborto mettendo in pericolo la vita delle donne e delle ragazze, negando loro trattamenti salvavita, impedendo agli operatori sanitari di fornire cure mediche efficaci e contribuendo all’aumento della mortalità materna in tutto il paese.

Per ulteriori informazioni:

Gruppo 092 di Ivrea della Sezione Italiana di Amnesty International

C/o Centro Gandhi, Via Arduino 75 – 10015 Ivrea (TO)

Profilo Facebook : www.facebook.com/amnesty.ivrea

Il libro “Passi affrettati” di Dacia Maraini è consultabile al sito www.passiaffrettati.it.

Tutti i materiali di approfondimento sul tema dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne in Nicaragua sono disponibili al seguente link: http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3008.